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Il fondo antico della Biblioteca della Pontificia Università Antonianum comprende una raccolta di 101 edizioni del sec. XV, che è stata oggetto di un recente intervento di catalogazione.

Le descrizioni bibliografiche sono state inserite nel catalogo elettronico della biblioteca secondo le normative e la forma delle intestazioni condivise nella rete Urbe, ricercabili nella pagina delle collezioni speciali (http://oseegenius2.urbe.it/ant/advanced?a=reset). In ogni scheda, oltre ai riferimenti bibliografici ai repertori internazionali (Incunabola Short Title Catalogue: www.bl.uk › Catalogues) e nazionali (Indice Generale degli Incunaboli delle Biblioteche d’Italia), è indicata la misura dello specchio di stampa e il numero di linee per pagina ed è stata regolarmente rilevata l’impronta.

I dati materiali di copia sono stati immessi anche in MEI – Material Evidence in Incunabola – data base condiviso da istituzioni di tutto il mondo, ideato e strutturato per accogliere il maggior numero possibile di informazioni circa gli aspetti materiali delle singole copie (https://www.cerl.org/resources/mei/main). Interesse precipuo del MEI è, infatti, il rilevamento e la descrizione in appositi campi delle annotazioni manoscritte, delle antiche collocazioni, dei timbri e degli ex libris presenti sui singoli esemplari d’incunaboli, di tutti quei “segni” che consentono agli studiosi di seguire i passaggi di un volume nelle mani di diversi possessori, fino all’ultima provenienza prima di entrare in Biblioteca.

Gli stessi segni, correttamente descritti e indicizzati, non sempre permettono di individuare i vari passaggi, anche se i più recenti, come in questo caso, sono facilmente identificabili: è emerso, infatti, che anche dopo il 1933, quando la Congregazione degli Studi eresse in Ateneo il precedente Collegio S. Antonio, e dopo il 1947 in cui fu formalmente istituita la “Bibliotheca Antoniana de Urbe”, proseguì l’uso di apporre sui libri il timbro della “Biblioteca del Collegio S. Antonio”.

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