I Francescani d’Italia di fronte alle dottrine luterane e calviniste durante il Cinquecento
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Il presente studio comprende quattro parti: I. Disposizioni della suprema autorità della Chiesa riguardanti l’impugnazione dell’eresia dal pulpito; II. Disposizioni e atteggiamento dei Superiori Francescani riguardo a l’eresia luterana e calvinista; III. Francescani Italiani, che nel Cinquecento combatterono, o dal pulpito o con gli scritti, l’eresia luterana; IV. Francescani Italiani del Cinquecento che si fecero contaminare dalle dottrine luterane.
Descrizione
Il presente studio comprende quattro parti:
I. Disposizioni della suprema autorità della Chiesa riguardanti l’impugnazione dell’eresia dal pulpito;
II. Disposizioni e atteggiamento dei Superiori Francescani riguardo a l’eresia luterana e calvinista;
III. Francescani Italiani, che nel Cinquecento combatterono, o dal pulpito o con gli scritti, l’eresia luterana, e breve cenno ai predicatori che seminarono la buona dottrina;
IV. Francescani Italiani del Cinquecento che si fecero contaminare dalle dottrine luterane.
La brevissima prima parte non è enunziata dal titolo del libro, ma ne è come l’atrio che vi introduce. La seconda per sé riguarderebbe l’intero Ordine Francescano, ma è intimamente collegata con la terza parte enunziata dal titolo; e poi
nel fatto, i Superiori dell’Ordine, che qui si esaminano, sono quasi tutti Italiani. Per la terza parte, avverto che mi sono soffermato di preferenza sopra i predicatori e scrittori che fiorirono prima del Concilio di Trento e sopra i meno conosciuti, anche perché le parole che hanno fatto nascere questo studio si riferiscono alla prima metà del Cinquecento. Parimente avverto che mi fermo esplicitamente solo sopra quei Francescani d’Italia che impugnarono o dal pulpito o con gli scritti l’eresie luterane e calviniste; degli altri buoni predicatori che non lasciarono scritti, o dei quali non consta se abbiano impugnata l’eresia (e sono falange), non parlo che in modo generico.





