I Postcommuni del Sacramentario Leoniano: Classificazione, Terminologia, Dottrina
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Negli ultimi venti anni la scienza liturgica ha compiuto notevoli progressi. Basta pensare alle edizioni critiche delle più antiche fonti liturgiche. Più limitato invece è stato lo studio sul contenuto dottrinale delle fonti liturgiche e sul loro linguaggio. In questa prospettiva si inquadra il presente lavoro.
Descrizione
Negli ultimi venti anni la scienza liturgica ha compiuto notevoli progressi. Basta pensare alle edizioni critiche delle più antiche fonti liturgiche, curate con tanta diligenza da M. Andrieu e da C. Mohlberg. Si aggiungano poi le ricerche e le analisi di carattere storico, gli studi comparativi per precisare le dipendenze e lo sviluppo dei riti. Gli studi di A. Baumstark, di B. Capelle e di A. Chavasse sono una testimonianza, un esempio, un ricordo ancora vivo.
Più limitato invece è stato lo studio sul contenuto dottrinale delle fonti liturgiche e sul loro linguaggio. I testi liturgici, la cui terminologia presenta particolari difficoltà, sono rimasti quasi inaccessibili e la ricchezza del loro contenuto non ha potuto suscitare l’interesse dei teologi. Gli studi di Ch. Mohrmann hanno attirato l’attenzione sul latino dei cristiani, rivelandone le peculiarità e la portata esatta. Soltanto da qualche anno si assiste a monografie sui singoli termini del linguaggio liturgico: ricordiamo le opere di M. Herz, W. Dürig, W. Diezinger, B. Droste. La conoscenza del latino liturgico tuttavia si trova ancora allo stato embrionale e bisognerà aspettare prima di poter disporre di un dizionario del latino liturgico.
In questa prospettiva si inquadra il presente lavoro, già presentato per ottenere il Magistero in Sacra Liturgia all’Istituto Superiore di Liturgia di Parigi, con tutti i limiti che gli derivano dalla difficoltà dell’argomento e dalla natura della sua compilazione. Modesto tentativo di avvicinare i Postcommuni del Sacramentario Leoniano nel loro aspetto letterario e nel loro contenuto dottrinale.





