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La scienza del bene e del male nella Divina Commedia

25,00€

Il nucleo fondamentale della proposta concerne la presenza di una scienza del bene e del male, che viene progressivamente acquisita nel corso del viaggio dantesco. Questa scienza – uno dei cardini del pensiero metafisico di Platone – viene sorprendentemente espressa nell’esperienza dantesca in modalità assai simili a quelle del filosofo greco.

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Autori: Ricardo Lucio Perriello

Anno: 2014

Pagine: 371

Descrizione

Un’ermeneutica della Divina Commedia che propone la lettura dell’opera a partire dalle categorie metafisiche del cosiddetto Platonismo di Tubinga. Il nucleo fondamentale della proposta concerne la presenza di una scienza del bene e del male, che viene progressivamente acquisita nel corso del viaggio dantesco. Questa scienza – uno dei cardini del pensiero metafisico di Platone – viene sorprendentemente espressa nell’esperienza dantesca in modalità assai simili a quelle del filosofo greco. Da qui la ricerca di un nesso tra i due autori, che non sia esente da una riflessione di stampo ermeneutico e storico sugli influssi della tradizione platonica su Dante. L’influenza storica di tale tradizione sul pensiero dantesco viene trasposta a livello della riflessione metafisica che riscopre nell’itinerario del sommo poeta alcune delle esperienze fondamentali della ricerca filosofica di Platone, quali l’esigenza di una metabasis dal sensibile all’intelligibile, di una comprensione unitaria della realtà alla luce del sommo bene, dell’esigenza di una comprensione del destino ultimo alla luce della virtù e del vizio. Chiave di volta di tale ermeneutica è la protologia, scienza dei principi dell’Uno e della Diade, che porta ad operare un parallelismo tra i tre regni ultraterreni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso e i generi sommi del diverso, dell’essere e dell’identico. L’esito del viaggio dantesco vede inoltre la straordinaria coincidenza della conoscenza delle radici metafisiche dell’uomo e dell’autoconoscenza o gnothi seauton, secondo quello che è uno dei più autentici messaggi del pensiero platonico.

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