Matteo d’Acquasparta tra Dante e Bonifacio VIII
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Nell’anno 1300 arriva a Firenze il cardinale Matteo d’Acquasparta, inviato da papa Bonifacio VIII per riappacificare le fazioni dei Bianchi e dei Neri, in lotta tra loro per il predominio cittadino. L’episodio di legazione del cardinale d’Acquasparta, conclusosi tragicamente con l’ingresso in città di Carlo di Valois, viene riletto da Federico Canaccini alla luce di documentazione inedita, che l’autore presenta in questo volume, e inserito in un contesto che supera le sole lotte di fazione del Comune fiorentino.
Descrizione
Nell’anno 1300, mentre a Roma giungono migliaia di pellegrini in occasione del primo Giubileo, arriva a Firenze il cardinale Matteo d’Acquasparta, inviato da papa Bonifacio VIII per riappacificare le fazioni dei Bianchi e dei Neri, in lotta tra loro per il predominio cittadino. In realtà papa Caetani mira all’assoggettamento del comune di Firenze, nella speranza di acquisire l’intera Toscana, secondo un progetto di partizione dell’Europa elaborato già da alcuni decenni da diversi canonisti. Ma il momento storico non è più idoneo per pretese di teocrazia e il comune di Firenze reagisce in maniera ferma e decisa, consapevole delle proprie possibilità e dei propri diritti in materia politica. Tra i priori che accolgono il cardinale-legato a Firenze, si distingue Dante Alighieri. L’episodio di legazione del cardinale d’Acquasparta, conclusosi tragicamente con l’ingresso in città di Carlo di Valois, viene riletto da Federico Canaccini alla luce di documentazione inedita, che l’autore presenta in questo volume, e inserito in un contesto che supera le sole lotte di fazione del Comune fiorentino.
Federico Canaccini, laureato nel 1999 in Storia Medioevale presso la cattedra del prof. Paolo Delogu alla Sapienza di Roma con una tesi su Arezzo e il suo territorio nella documentazione del notaio Ser Feo di Rodulfi (1320-1323). Aspetti topografici, sociali e religiosi nella Arezzo del ’300, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università di Firenze presentando una tesi dal titolo Ghibellini e Ghibellinismo di Toscana da Montaperti a Campaldino (1260-1289). Ha inoltre conseguito il diploma di specializzazione presso la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani presso la Pontificia Università Antonianum di Roma con la tesi Matteo d’Acquasparta e la questione fiorentina del 1300. Si occupa di storia toscana tra XIII e XIV secolo, ed ha già pubblicato numerosi contributi inerenti diversi aspetti della civiltà comunale, tra cu Un nuovo documento sui ghibellini fiorentini nel Duecento in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria 103/1 (2006), 51-60; Parroci e Pievani nel territorio aretino agli inizi del Trecento, in Antonianum 78 (2003), 693-703; Città e contado ad Arezzo al tempo di Guido Tarlati negli atti notarili di Ser Feo di Rodolfo, in Annali Aretini 10 (2002), 155-170. Inoltre, quale membro del gruppo di Studi su san Giovanni da Capestrano, presieduto dal prof. Marco Bartoli, lavora sull’opera inedita di Giovanni Paolo da Fondi, astronomo del XV secolo, di cui ha già pubblicato l’edizione critica dell’inedita Questio de Duratione Mundi e di cui si appresta a presentare l’inedito Tractatus Astrologicus.





