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Veritatem sapientis animus non recusat: testo fraticellesco sulla povertà contro Giovanni XXII. Studio ed edizione critica

28,00€

In un clima già rovente per le decisioni del papa Giovanni XXII (1316-1334), un gruppo di dissidenti francescani sosterrà che Cristo e gli apostoli vissero nell’assoluta povertà.  La Veritatem sapientis rappresenta pienamente questo dibattito.

Descrizione

In un clima già rovente per le decisioni del papa Giovanni XXII (1316-1334), che culminarono nei roghi di Marsiglia del 1318 contro i rigoristi francescani, si inserisce una disputa di carattere più teologico ed erudito. Un gruppo di dissidenti francescani, detti “Fraticelli de opinione” o Michelisti, dal nome del loro fautore Michele da Cesena, sosterrà che Cristo e gli apostoli non ebbero alcun possesso e dominio, ma vissero nell’assoluta povertà.

Michele e i suoi compagni (Bonagrazia da Bergamo, Guglielmo di Ockham e Francesco d’Ascoli), trovando rifugio a Monaco presso l’imperatore Ludovico il Bavaro, iniziarono una sistematica opera di contestazione teologica, di accusa di eresia e di illegittimità canonica nei riguardi del papa.

Tra l’abbondante letteratura polemica, non ancora pubblicata in edizioni moderne, la Veritatem sapientis rappresenta pienamente questo dibattito, come lettera circolare che ebbe grande diffusione negli ambienti della dissidenza francescana.

La sua forza polemica rigorosamente fondata sull’esegesi medievale e sul diritto canonico, costituisce un vademecum della dissidenza stessa, fornendo gli argomenti per polemizzare contro il potere temporale del papa e contro la ricchezza di una Chiesa che non poteva più aderire al valore della povertà di san Francesco.


Filippo Sedda è nato a Oristano nel 1973. Dopo gli studi di teologia ad Assisi, ha conseguito la licenza e il dottorato in storia medievale presso l’Università Gregoriana e la laurea Magistrale in storia presso l’Università La Sapienza. Si è occupato di studi francescani con la pubblicazione di La alaventura di frate Elia. Un percorso attraverso le fonti biografiche, in Il Santo, XLI (2001) e Il gesto della Benedizione-assoluzione di San Francesco. Ancora sulla benedizione a Frate Elia, in Biblioteca Francescana Sarda, X (2002). Vincitore del Premio Paul Sabatier (V ed. 2008). Attualmente è impegnato in un dottorato di ricerca su Giovanni da Capestrano.

 

 

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