La costituzione dommatica “Pastor aeternus” del Concilio Vaticano I
40,00€
Le Edizioni Antoniane hanno ritenuto doveroso curare questa ristampa del libro del P. Umberto Betti, La Costituzione dommatica “Pastor aeternus” del Concilio Vaticano I (Roma 1961). Esso resta, infatti, un classico per l’esatta comprensione del Vaticano I, grazie ad una meticolosa analisi degli Atti, cui fa seguito la presentazione della dottrina, sintetica ma fondata e chiara.
Descrizione
Le Edizioni Antoniane hanno ritenuto doveroso curare questa ristampa del libro – da tempo esaurito – del P. Umberto Betti, La Costituzione dommatica “Pastor aeternus” del Concilio Vaticano I (Roma 1961). Esso resta, infatti, un classico per l’esatta comprensione del Vaticano I, grazie ad una meticolosa analisi degli Atti, cui fa seguito la presentazione della dottrina, sintetica ma fondata e chiara, e conserva la sua attualità nell’odierno dibattito sulla natura ed esercizio del primato, specie in riferimento al rapporto primato/collegialità e in campo ecumenico.
Anche all’interno della Chiesa Cattolica, non mancano proposte di una corretta interpretazione del Vaticano I, di una sua rilettura o ri-recezione, dalla quale dovrebbe emergere una nuova visione del primato: da quello che si è sviluppato nella storia, ad un primato inteso come ministero di comunione nel contesto della collegialità. La stessa rilettura operata dal Vaticano II con l’affermazione della collegialità, non sarebbe sufficiente e non ha comunque trovato piena applicazione, a causa del persistente centralismo romano. Di qui la presunta contrapposizione tra primato e collegialità, anzi tra Vaticano I e Vaticano II. La critica al Vaticano I è molto più sviluppata in ambito ecumenico, dove si riscontra il ritornello costante che il primato rappresenta a tutt’oggi una pietra d’inciampo appunto perché presentato nelle formulazioni del Vaticano I, le cui definizioni conservano la loro validità, ma i non cattolici non sarebbero obbligati ad accettarle esplicitamente nella loro formulazione, bensì nello spirito della koinonia e
nel rispetto delle tradizioni proprie delle Chiese particolari.
In tale contesto il libro del P. Betti dovrà necessariamente esser tenuto presente nella ricerca, oggi imprescindibile, di nuove forme di esercizio del primato, senza rinunciare a ciò che è e permane essenziale. Esso costituisce ancora un prezioso strumento non per una ri–lettura, ma per una lettura obiettiva e spassionata del Vaticano I, che renda possibile una adeguata comprensione e accettazione delle sue definizioni.




