Skip to content
                                   

La svolta politico-ecclesiastica tra Roma e Bisanzio (1249-1254): la legazione di Giovanni da Parma; il ruolo di Federico II

22,00€

La pagina di storia medievale, situata proprio a metà del secolo XIII, presenta certamente una svolta politico-ecclesiastica nelle relazioni tra Roma e Bisanzio. Il tentativo cioè di raggiungere una accordata e contemporanea pace politica e religiosa su una base e condizioni di avvertito realismo.

Categoria: Tag: , , , , ,

Autori: A. Franchi

Anno: 1981

Pagine: 307

Descrizione

La pagina di storia medievale, situata proprio a metà del secolo XIII, verso il tramonto del grande Federico II (13 dicembre 1250), negli ultimi anni del governo di papa Innocenzo IV (1243-1254), di Giovanni III Ducas Vatatze imperatore bizantino di Nicea (1222-1254) e del patriarca ecumenico Manuele II (1243-1254), presenta certamente una svolta politico-ecclesiastica nelle relazioni tra Roma e Bisanzio. Il tentativo cioè di raggiungere una accordata e contemporanea pace politica e religiosa su una base e condizioni di avvertito realismo.

La legazione pontificia (1249-1250) richiesta da Giovanni Vatatze – malgrado la sua alleanza (e affinità) con l’imperatore svevo, in lotta con il papato – e accettata da Innocenzo IV, affidandola a Giovanni Buralli da Parma, ministro Generale dei francescani, è di grande interesse: indispensabile per conoscere la svolta nelle sue origini, nel suo effettivo sviluppo e nei suoi risultati raggiunti.

Il presente studio pertanto ha come finalità quella di ristabilire la esatta cronologia della vicenda diplomatica con gli avvenimenti collaterali, iniziata nel 1249 e terminata nel 1254 con la morte dei protagonisti; poi quella di situare nel giusto posto con il suo significato, la legazione che papa Fieschi affidava a Giovanni Buralli da Parma; infine di precisare il ruolo in atto giocato da Federico II, evidenziando nelle note le sue precedenti relazioni con Nicea: un capitolo questo che manca (stranamente) anche nella più qualificata storiografia federiciana. Ovviamente noi ci siamo limitati ad una semplice – ma ci pare esauriente – sintesi che richiama tali precedenti rapporti di Federico con il suo collega (e suocero) imperiale di Nicea. Nella vicenda diplomatica 1250-1254, entrano pure e in modo determinante i suoi successori: i figli Corrado IV e Manfredi.

Torna su

Area Riservata