De negotiationibus et mercatura
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L’obiettivo del presente studio intende, attraverso un’analisi delle fonti del diritto canonico, analizzare il divieto sancito dal canone 286 del CIC, del 1983, che proibisce ai chierici di immischiarsi, loro stessi o per conto di altri, in attività affaristiche e commerciali. L’autore di questo volume si propone di approfondire lo sviluppo storico dell’attuale norma cercando di individuare la sua evoluzione.
Descrizione
L’obiettivo del presente studio intende, attraverso un’analisi delle fonti del diritto canonico, analizzare il divieto sancito dal canone 286 del CIC, del 1983, che proibisce ai chierici di immischiarsi, loro stessi o per conto di altri, in attività affaristiche e commerciali. L’autore di questo volume si propone di approfondire lo sviluppo storico dell’attuale norma cercando di individuare la sua evoluzione. L’argomento oggetto della ricerca è stato esaminato nel suo svolgersi lungo un vasto arco di tempo che va dalle origini della Chiesa ai nostri giorni e, per meglio rispettare l’evoluzione della normativa, si è ritenuto opportuno suddividere lo status quaestionis secondo i tradizionali periodi di suddivisione canonica. La ricerca ha prodotto le seguenti conclusioni: i chierici e i religiosi devono essere i promotori della sana attività economica, per questo non possono e non devono alienarsi completamente da essa ma devono promuovere la giustizia e la pace anche nel mondo degli affari. I chierici devono passare dal divieto di non lucrare, al dovere giuridico di promuovere una “ecologia” dell’economia.
Michele Sardella, nato a Monopoli (Bari) nel 1982, è frate Minore della provincia San Michele Arcangelo di Puglia e Molise. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Antonianum di Roma. Approfondisce la ricerca sulle fonti del diritto canonico ed è docente di diritto canonico presso la facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Antonianum di Roma e presso l’istituto Teologico Santa Fara di Bari.



