Colloquio individuale su prenotazione
Dal 1° settembre · anche il sabato mattina
I punti di contatto sono molti.
La Chiesa ha norme, tribunali e procedure autonome. Non è però una materia soltanto interna: in molte situazioni si intreccia con il diritto dello Stato, e sono i punti in cui un professionista che conosce un solo ordinamento arriva a metà pratica.
Gli immobili degli enti ecclesiastici
Parrocchie, diocesi, seminari e istituti religiosi sono enti ecclesiastici civilmente riconosciuti ai sensi della legge 222 del 1985. Quando alienano un immobile, lo concedono in locazione lunga o costituiscono una garanzia, all’atto civile si affianca la disciplina canonica sull’amministrazione dei beni: il can. 1291 richiede la licenza dell’autorità competente oltre certi valori. Il notaio e l’avvocato che seguono l’operazione devono sapere quali autorizzazioni servono e come si ottengono.
Le nullità matrimoniali
Senza la licenza o il dottorato in diritto canonico non si può patrocinare presso il foro ecclesiastico per la nullità matrimoniale.
Scuole, residenze per anziani, case di accoglienza
Molti istituti religiosi gestiscono strutture con dipendenti, bilanci, accreditamenti e rapporti con le amministrazioni pubbliche. Sul piano civile funzionano come qualunque altra realtà del settore. Sul piano canonico appartengono a enti con una struttura di governo propria, in cui le decisioni patrimoniali seguono procedure interne e limiti di competenza precisi.
Il diritto proprio degli istituti religiosi
Molti istituti religiosi di diritto pontificio hanno a Roma la propria casa generalizia, e da lì governano realtà distribuite su più continenti: chi ne guida il governo dovrebbe considerare la formazione in diritto canonico non facoltativa, ma essenziale. Per una parte degli incarichi, inoltre, è il Codice stesso a fissare il requisito.
Molti istituti religiosi di diritto pontificio hanno a Roma la propria casa generalizia, e da lì governano realtà distribuite su più continenti. Ma al di là delle esigenze pratiche, per una parte degli incarichi è il Codice stesso a fissare il requisito.
Gli uffici di difensore del vincolo e promotore di giustizia possono essere ricoperti anche da laici; per l’ufficio di giudice il Codice prevede di norma i chierici, e la Conferenza Episcopale può permettere che siano nominati anche laici (can. 1421 §2).
Molti ex studenti della Facoltà ricoprono oggi incarichi importanti a servizio della Chiesa, nei tribunali della Santa Sede, presso gli uffici della Curia Romana e presso i tribunali delle diocesi. Per una parte degli incarichi, inoltre, è il Codice stesso a fissare il requisito.
Scegli il profilo più vicino al tuo:
La formazione canonistica apre un’area di attività distinta da quella civilistica: assistenza a enti ecclesiastici su patrimonio, contratti e rapporti di lavoro, consulenza agli istituti religiosi, materia matrimoniale.
Sul patrocinio davanti ai tribunali ecclesiastici va precisato che il Codice richiede all’avvocato il dottorato in diritto canonico o comunque una perizia effettiva, insieme all’approvazione del Vescovo (can. 1483); i singoli tribunali possono poi porre requisiti propri.
La laurea in giurisprudenza non dà accesso diretto alla licenza. Il decano verifica quali requisiti del primo ciclo sono già soddisfatti e quali vanno integrati; chi ha già studiato alcune materie del primo ciclo può ottenerne il riconoscimento. Una volta ammessi, alcuni insegnamenti già sostenuti in diritto civile, istituzioni di diritto romano e di diritto civile in primo luogo, possono a loro volta essere riconosciuti. Il triennio della licenza resta comunque obbligatorio.
Il resto del programma è specifico e va fatto: norme generali, storia delle fonti e delle istituzioni, i processi, il diritto penale canonico, il codice dei canoni delle Chiese orientali, le esercitazioni di prassi.
can. 1483 – patrocinio nei tribunali ecclesiastici
Istituzioni di diritto romano, istituzioni di diritto civile e altre materie valutate caso per caso
Quali requisiti del primo ciclo il tuo percorso soddisfa già
Le questioni che ricorrono dentro un istituto sono la revisione delle costituzioni, l’ammissione e l’uscita dei membri, i procedimenti disciplinari, l’amministrazione dei beni e la gestione delle opere. A queste si aggiungono materie meno visibili ma altrettanto ricorrenti: l’accompagnamento economico dei membri che lasciano l’istituto, la gestione dell’archivio, le notifiche degli atti.
Non sono materie stabili una volta per tutte: solo negli ultimi anni tre motu proprio hanno modificato le procedure di separazione dei membri, e chi segue queste pratiche deve tenersi aggiornato.
Chi si forma diventa il riferimento interno su queste materie, la persona a cui l’istituto si rivolge prima di ricorrere a una consulenza esterna. La Facoltà indica esplicitamente tra i propri obiettivi la preparazione a incarichi amministrativi, consultivi, didattici e giudiziali.
Diritto della vita consacrata e degli istituti religiosi
Corsi online di alta formazione sul diritto degli istituti religiosi
Formare un proprio membro significa avere stabilmente in casa una competenza che altrimenti si acquista a consulenza, e poter decidere con cognizione invece di ratificare il parere di un esterno.
È una valutazione che riguarda l’istituto prima ancora della persona, e il colloquio di settembre serve anche a farla: quale percorso serve davvero, quanto dura, se convenga un ciclo completo o un corso di alta formazione.
Anche per valutare una persona da inviare, non solo per sé
Quale incarico dovrà svolgere al rientro
Per alcuni degli uffici principali del tribunale diocesano il titolo non è un’opzione: è la norma stessa a richiederlo, per il vicario giudiziale, i giudici, il difensore del vincolo, il promotore di giustizia.
can. 1420 §4 · can. 1421 §3 · can. 1435
La licenza dà accesso al terzo ciclo, e licenza o dottorato sono richiesti per insegnare diritto nei seminari e nelle facoltà ecclesiastiche.
L’ammissione al dottorato richiede una licenza conseguita con voto pari o superiore a 8,5/10.
Licenza ≥ 8,5/10
Fondo antico, manoscritti e rari · Atla Religion Database, Brepolis, De Gruyter
La Facoltà rilascia due gradi accademici: la licenza e il dottorato in diritto canonico.
Come si entra
Può essere ammesso direttamente alla licenza chi ha completato il curriculum filosofico-teologico — il quinquennio o sessennio — oppure il biennio propedeutico offerto dalle facoltà di diritto canonico. Chi ha già studiato alcune materie del primo ciclo può ottenerne il riconoscimento; il decano può comunque ritenere necessaria la frequenza dei corsi di istituzioni generali di diritto canonico e di latino. Per il biennio propedeutico esiste un accordo con la Facoltà Teologica Pugliese; le modalità di accesso si verificano caso per caso.
La licenza
Il primo anno affianca alle materie canonistiche di base — norme generali, storia delle fonti e delle istituzioni, teologia del diritto, introduzione al diritto processuale e penale — anche istituzioni di diritto romano e civile, filosofia del diritto e diritto pubblico ecclesiastico. Dal secondo anno il baricentro si sposta sul Codice: il popolo di Dio, la costituzione gerarchica della Chiesa, la funzione di insegnare, i processi. Accanto ai corsi ci sono seminari ed esercitazioni di prassi canonica, come i ricorsi amministrativi.
Si chiude con la tesi e con l'esame de universo Codice, sull'intero Codice di diritto canonico, a partire da un tesario predisposto dal Consiglio di Facoltà.
Il latino
Va detto subito, perché pesa sulla decisione e perché nessuno lo dice mai. Il latino accompagna l'intero percorso di studi. All'inizio del ciclo gli studenti sostengono un test per valutarne la conoscenza e definire il percorso più adatto al livello di partenza: il programma della licenza comprende i corsi di Latinitas iuridica dal livello propedeutico ai successivi, e il dottorato prevede inoltre Latinitas canonica. Serve a comprendere il Codice, gli altri documenti canonici e le fonti del diritto. È quindi un impegno reale del percorso, non un requisito da scoprire dopo l'iscrizione.
Le lingue moderne
Oltre al latino sono richieste una lingua moderna diversa dalla propria per il primo ciclo, due per la licenza e tre per il dottorato.
Il dottorato
La parte curricolare comprende il seminario di metodologia della ricerca scientifica e il latino canonico; seguono l'elaborazione, la discussione e la pubblicazione della tesi, che richiedono un tempo proprio. L'ammissione richiede una licenza conseguita con voto pari o superiore a 8,5/10.
Corsi annuali e alta formazione
La Facoltà organizza corsi annuali, giornate di studio e corsi online di alta formazione — negli ultimi anni sul diritto della vita consacrata e sul diritto degli istituti religiosi. Sono aperti anche a chi non è iscritto a un grado accademico, e sono il modo più rapido per verificare se la materia è quella giusta.
Il programma completo, con docenti, crediti e orari, è pubblicato anno per anno sul sito e nell'Annuario accademico 2026-2027.
Dal 1° settembre il decano e i docenti della Facoltà ricevono chi vuole capire come funziona. Non è una presentazione: è un colloquio individuale, e serve a rispondere alle domande che una pagina web non può risolvere, perché la risposta cambia da persona a persona.

Se invece hai già deciso
Negli stessi giorni e negli stessi orari, un gruppo di studenti e dottorandi tutor accompagna chi si sta iscrivendo. L’iscrizione si fa online: la domanda richiede circa un quarto d’ora, la compilazione del piano di studi circa mezz’ora. Il tutor non si sostituisce al candidato: mostra la procedura e la si svolge insieme.
Serve soprattutto a chi si iscrive per la prima volta o non ha ancora dimestichezza con l’italiano. Vanno portati i documenti personali e un computer o tablet proprio.
È l’area che riguarda direttamente le case generalizie presenti a Roma, e quella su cui la Facoltà ha concentrato corsi, giornate di studio e alta formazione negli ultimi anni. La Facoltà dichiara di voler fornire capacità, conoscenze e strumenti per lo svolgimento dei futuri incarichi amministrativi, consultivi, didattici e giudiziali: è la risposta più precisa alla domanda «che cosa me ne faccio».
Diritto francescano
Chi appartiene alla famiglia francescana studia anche la storia giuridica e la legislazione vigente dell’Ordine, in collaborazione con la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani.
Il nostro modo di fare diritto: applicare la norma senza perdere di vista la persona a cui si applica, a partire dal diritto penale canonico.
Che università è
Antonianum è un’università pontificia con quattro facoltà, diritto canonico, filosofia, teologia, scienze bibliche e archeologiae alcuni istituti collegati. Ha sede in via Merulana, tra San Giovanni e Santa Maria Maggiore. Le classi sono piccole e il rapporto con i docenti è diretto: è un’esperienza di studio diversa da quella di un ateneo da decine di migliaia di iscritti.
«Pontificia» indica l’ordinamento accademico cui l’università appartiene, non una condizione posta a chi studia: la Facoltà è aperta a laici e laiche, professionisti, religiosi e chierici. Tra i documenti di iscrizione è però prevista una dichiarazione sulla condotta di vita, che per i laici proviene di norma da un’autorità ecclesiastica. Come venga applicata nella pratica è una delle cose che conviene chiarire nel colloquio.
No. È un’università, con cicli di studio, esami e gradi accademici riconosciuti dalla Santa Sede. Gli iscritti comprendono laici, professionisti, religiosi e chierici.
No, la laurea in giurisprudenza non dà accesso diretto alla licenza. Il decano verifica quali requisiti del primo ciclo risultano già soddisfatti dal tuo percorso e quali vanno integrati. Una volta ammesso, alcuni insegnamenti già sostenuti in diritto civile possono essere riconosciuti, ma il triennio della licenza resta obbligatorio.
Quanto ti riguarda concretamente lo stabilisce il decano sul tuo caso: è la ragione principale per fare il colloquio prima di decidere.
All’inizio del ciclo si sostiene un test: il livello viene valutato e il percorso di latino definito in base alla preparazione di partenza. La licenza prevede i corsi di Latinitas iuridica dal livello propedeutico in avanti, il dottorato aggiunge Latinitas canonica. Serve a leggere il Codice, gli altri documenti canonici e le fonti del diritto.
Sì. Oltre al latino sono richieste una lingua moderna diversa dalla propria per il primo ciclo, due per la licenza e tre per il dottorato.
La licenza è di tre anni accademici, e il triennio non si abbrevia. A questo può aggiungersi il tempo necessario a soddisfare i requisiti del primo ciclo, in misura variabile a seconda degli studi già compiuti.
Il biennio propedeutico esiste come percorso completo e può essere svolto anche presso la Facoltà Teologica Pugliese, ma quanto serva nel singolo caso lo stabilisce il decano.
Per l’anno accademico 2026-2027 l’iscrizione alla licenza è di 1.400 euro annui, cui si aggiungono 350 euro per la consegna della tesi e 550 per l’esame di licenza. Per il dottorato l’iscrizione annuale è di 1.600 euro, più 450 per la consegna della tesi e 650 per la discussione.
Le tasse sono annuali, non calcolate corso per corso. Esistono agevolazioni e borse di studio, e lo Sportello dello studente segue le richieste.
In Italia il baccalaureato e la licenza in diritto canonico sono riconosciuti rispettivamente come laurea triennale e laurea magistrale, seguendo la procedura prevista. Le modalità sono descritte dall’università nella pagina dedicata al riconoscimento dei titoli.
L’ateneo ha una pagina dedicata alla didattica a distanza. Quanto sia applicabile a questo percorso dipende dai singoli corsi, ed è una delle cose da verificare nel colloquio.
L’ingresso è quello principale di via Merulana 124. Il primo punto di accoglienza è nella libreria dell’università, il secondo nei salottini al piano terra. Il decanato e la segreteria si trovano nello stesso corridoio.
Perché settembre
Le lezioni dell’anno accademico 2026-2027 cominciano lunedì 28 settembre, e il periodo ordinario di iscrizione va dal 1° settembre al 9 ottobre. Definire adesso requisiti, riconoscimenti e piano di studi significa cominciare l’anno con il percorso già chiaro, invece di rincorrerlo a semestre avviato.
C’è anche una ragione pratica: a settembre i docenti sono in sede e disponibili a ricevere. Da fine mese insegnano, e un colloquio come questo richiede appuntamenti presi con settimane di anticipo.
Accesso senza prenotazione
Negli orari indicati è possibile presentarsi anche senza appuntamento. Con la prenotazione, però, la richiesta viene assegnata in anticipo alla persona competente.
Prenotare non significa iscriversi.
I dati sono usati solo per rispondere a questa richiesta. Informativa privacy
La Facoltà di Diritto Canonico è piccola, e il rapporto con gli studenti è diretto. Il decano non dirige soltanto: insegna storia delle istituzioni del diritto canonico e tiene un seminario. Risponde al telefono e alla posta elettronica, e riceve su appuntamento negli uffici del decanato.
Prof. Michele Sardella
Decano della Facoltà di Diritto Canonico
06 70373524 · diritto@antonianum.eu

