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Francesco d’Assisi nel Settecento riformatore

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È in libreria il volume Francesco d’Assisi nel Settecento riformatore: l’indagine storico-critica dei gesuiti Bollandisti negli Acta Sanctorum (1768), di Pietro Mocciaro, pubblicato da Edizioni Antonianum nella collana Medioevo.

«Siamo davvero certi che l’immagine odierna di Francesco d’Assisi – un personaggio tutto umano, contrassegnato dalla povertà, dall’umiltà e dalla pace, trasmessa al mondo in maniera così significativa e potente dall’attuale pontificato – sia la stessa dei secoli passati? È sufficiente in realtà osservare le splendide tele di Ludovico Carracci, Guido Reni o del Caravaggio tra XVI e XVII secolo per rendersi conto del contrario. Il san Francesco d’età moderna è infatti un santo “barocco”, misticheggiante e ascetico, in atteggiamento estatico o di penitente in meditazione con il teschio in mano, ben lontano dall’immaginario attuale collettivo. In che modo quindi si è potuti giungere alla rappresentazione attuale dell’Assisiate? Parte della risposta è certamente da ricondurre alla feconda stagione di studi storici sviluppatasi per tutto il XX secolo, le cui radici però affondano più lontano, avendo un passaggio cruciale nel Settecento, vale a dire nell’indagine storico-critica del gesuiti bollandisti. È infatti del 1768 la pubblicazione, all’interno della collana di Acta Sanctorum curata proprio dagli eruditi di Anversa, di un monumentale dossier di ricerca su Francesco d’Assisi, ritenuto il primo tentativo di applicazione del metodo storico alle fonti francescane. Un Francesco dei filologi e degli eruditi, portato fuori dal perimetro culturale e cultuale del proprio ordine, il cui profilo più dimesso e umano spianerà la strada a un santo dal volto nuovo e universale, da un lato ritenuto più vicino all’epoca in cui visse realmente, dall’altro più vicino alla sensibilità contemporanea. Il presente studio si propone quindi di ricostruire questo particolarissimo incontro tra il simplex Francesco e la raffinata cultura gesuitica, il quale costituisce a ben vedere una tappa di un percorso che arriva fino ai nostri giorni. Non è infatti forse del tutto casuale che il primo gesuita eletto papa sia stato anche il primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, in onore certo del santo d’Assisi, ma anche quale modello di riforma per la Chiesa contemporanea».

Nato a Roma nel 1983, Pietro Mocciaro è docente di lettere nella scuola secondaria; dottore di ricerca in Storia del Cristianesimo e delle Chiese, per il lavoro di indagine pubblicato da Edizioni Antonianum è stato insignito nel 2014 del Premio Sabatier dalla Società Internazionale di Studi Francescani.

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