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Il prof. Giuseppe Buffon nuovo Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum

L’11 marzo 2026 il Dicastero per la Cultura e l’Educazione , nella persona del card. José Tolentino de Mendonça, ha nominato il prof. Giuseppe Buffon, O.F.M., Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum per il triennio 2026-2029.

Già Decano della Facoltà di Teologia e Vicerettore della Pontificia Università Antonianum, il prof. Buffon è nato a Cison di Valmar, comune della provincia di Treviso, il 06 gennaio 1963 e ha conseguito il dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana

La comunità accademica della Pontificia Università Antonianum si congratula con il nuovo Rettore Magnifico, a cui augura un proficuo e buon lavoro.


Decreto nomina


 

Con l’emozione nel cuore il nuovo Magnifico Rettore ha scritto questo messaggio

La più profonda e sentita gratitudine vorrei esprimere a tutti e a ciascuno per aver accolto il processo di discernimento che ha visto coinvolta la mia persona. A ognuno in particolare grazie per aver riconosciuto in me sia tratti favorevoli allo sviluppo dell’Antonianum sia limiti che potrebbero costituire ostacolo nel cammino per il progresso dell’istituzione. Mi pare importante però che tutti insieme rimaniamo solidali nel continuare tale discernimento, avendo cura di considerare ogni singolo aspetto della nostra comunità accademica e proposta scientifica. Si dice che Agostino Gemelli, il “magnifico terrore” dell’Università cattolica avesse detto che anche i suoi difetti erano stati funzionali, perfino provvidenziali al successo dell’Ateneo del Sacro Cuore. Non oserei mai replicare una tale sfrontatezza, ma mi parrebbe augurabile che anche le fragilità che ci caratterizzano, me per primo, potessero diventare occasione per una crescita individuale e comunitaria, fraterna, al fine di incrementare l’unione collaborativa, il servizio reciproco per una sempre maggior attenzione al “grido” della “casa comune”. In fondo ogni organizzazione e la fraternità, in particolare, trova realizzazione dalla percezione di un limite che richiede soccorso, cura intelligente e affettuosa. La stessa minorità mi pare la lettura positiva della penuria, spesso esito di un’ingiustizia intollerabile. Si tratta in fondo della traduzione francescana del vangelo delle beatitudine.  “Avanti i poveri”, così Nathan André Chouraqui – già vicesindaco di Gerusalemme ma algerino e cittadino francese, naturalizzato israeliano – traduceva quel “beati”, che può risultare odioso a chi davvero conosce il limite imposto dall’ingiustizia dal maltrattamento insolente dei potenti. Che quell’Avanti diventi il nostro punto di  partenza e il nostro riferimento continuo, affinché tutto sia cammino, ricerca del nuovo, creatività di fronte agli ostacoli, gioia di chi scorge la pienezza nell’Oltre e accetta sempre di muovere un nuovo  passo. Il nostro incedere sarà canto, canto dei poveri, dei miti, dei pacifici e costruttori della casa comune.

Grazie fin d’ora a ciascuno

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