
Lezione pubblica del prof. Franco Cardini
Giovedì 10 aprile 2025 il prof. Franco Cardini ha tenuto la lezione pubblica Il grande blu, un mare di tesori.
La lezione era inserita nell’ambito del ciclo di seminari online Bottega del medievista: strumenti e metodi per lo studio del Mediterraneo, proposto dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani in collaborazione con la Società Geografica Italiana.
Lezione pubblica del prof. Franco Cardini: modalità di partecipazione
È stato possibile assistere alla lezione pubblica del prof. Franco Cardini in presenza, nell’aula 4 della Pontificia Università Antonianum, oppure online.
Bottega del medievista: strumenti e metodi per lo studio del Mediterraneo
Il ciclo di seminari online Bottega del medievista: strumenti e metodi per lo studio del Mediterraneo, conclusosi proprio con la lezione pubblica del prof. Franco Cardini, ha mirato a introdurre i partecipanti agli strumenti e ai metodi di lavoro per lo studio delle fonti sul Mediterraneo nel medioevo, senza trascurare il quadro storico generale. Dagli archivi digitali alle fonti testuali, visive e materiali, in quella prospettiva interdisciplinare che è caratteristica specifica della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani.
Così, a questo scopo, dal 24 ottobre 2024, archeologi, geografi e storici si sono alternati nello spazio virtuale della Bottega del medievista. Da Margherita Azzari, Università degli Studi di Firenze, e Victòria A. Burguera i Puigserver, Universität Heidelberg, a Egidio Ivetic, Università degli Studi di Padova; da Simone Lombardo, Universität Heidelberg, ad Antonio Musarra, Sapienza Università di Roma, e Carmelo Pappalardo, Università degli Studi di Firenze.
Evento collegato, la mostra Tessere del tempo: la Mappa di Madaba, dal 5 all’11 maggio 2025, presso la cripta della basilica di Sant’Antonio al Laterano.
Conservata nella chiesa di San Giorgio a Madaba, in Giordania, la Mappa di Madaba è una dettagliata rappresentazione a mosaico del Vicino Oriente. Risalente al VI secolo, essa riassume le conoscenze cartografiche del mondo romano e bizantino ed è «l’esempio più dettagliato rimasto di rappresentazione topografica di quell’area».
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