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Training Course in Humanitarian Care

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In occasione della Giornata internazionale della lotta contro la povertà la Pontificia Università Antonianum ha presentato il primo corso di alta formazione in Humanitarian Care for Faith-Based Organizations. Cambiamenti climatici, interventi umanitari, decisionmaking in situazioni difficili al centro del percorso di studi che ha l’obiettivo di formare personale qualificato e pronto ad affrontare disastri umanitari, emergenze e situazioni di crisi nelle quali le organizzazioni confessionali sono impegnate in prima linea; una risposta concreta all’appello lanciato dall’enciclica “Laudato Si’” di papa Francesco per la cura del Creato e di un’umanità ferita, con l’ambizione di inviare sul campo una nuova generazione preparata e competente, forte di un approccio interdisciplinare.

Il percorso di studi, che partirà nei primi mesi del 2020, attraverserà 5 aree tematiche, nello specifico 80 ore di corso su materie dell’area psicologica, 60 dell’area antropologica e motivazionale, 50 sui cambiamenti climatici, 100 sugli interventi umanitari e 30 sull’area pastorale.

Il battesimo dell'iniziativa, presentata del prof. Ivan Colagè, direttore operativo del Centro per la Ricerca della Pontificia Università Antonianum, è stato tenuto da Aloysius John, Segretario Generale di Caritas Internationalis e Patrizio Paoletti, Presidente della Fondazione “Patrizio Paoletti” per lo Sviluppo e la Comunicazione.

«Humanitarian Care è un’iniziativa unica che potrà fare veramente la differenza», ha dichiarato Aloysius John; per Patrizio Paoletti «un corso come quello di Humanitarian Care avrà un ruolo fondamentale per generare il cambio di paradigma necessario a cambiare il mondo, dal mors tua vita mea, al vita tua, vita mea». Un progetto fondamentale per fr. Cesare Vaiani, Segretario Generale per la Formazione e gli Studi dell’Ordine dei Frati Minori: «La nostra università, nello spirito e nell’intuizione originaria di san Francesco, sta sviluppando la consapevolezza che l’ecologia integrale è insieme economica, politica e sociale. Il percorso in Humanitarian Care si inserisce perfettamente in questa direzione». «Vivat, crescat, floreat!» è stato l’augurio con cui il Segretario Generale ha salutato l’iniziativa.

«Il corso», ha affermato il prof. Ivan Colagè, «mira a fornire uno sguardo ampio, una preparazione non solo tecnica ma anche antropologica; per chi è chiamato a operare a fianco dell'umanità ferita è fondamentale la cura di tutti gli aspetti umani, da quello psicologico a quello motivazionale, persino a quello pastorale».

L’iniziativa si concluderà nel 2021 ed è particolarmente indicata per chi lavora nelle organizzazioni umanitarie confessionali e per gli operatori delle ONG,i lavoratori dei settori spirituali e pastorali, volontari, direttori e manager di Caritas o altre organizzazioni, persone impegnate a vario titolo negli interventi umanitari.

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